Tom Clancy’s Splinter Cell 3D: la rivisitazione tridimensionale di un classico

Di , scritto il 31 Marzo 2011

azione nemicoPer i nostalgici di titoli come Syphon Filter, oggi ci sarà pane per i loro denti: la Nintendo, con l’uscita della sua nuova console, il Nintendo 3DS, ha contattato Ubisoft per portare su quest’ultimo un gioco che era apparso in passato su XboX, Playstation 2, Game Cube e PSP: un altro capitolo della serie Splinter Cell intitolato Tom Clancy’s Splinter Cell 3D. In questo modo si potrà giocare al classico stealth/action game, ma in 3D, sulla nuova console Nintendo. Decidere di ripescare tra i suoi giochi un titolo conosciuto (esattamente Splinter Cell Chaos Theory) per fare esperienza sulla nuova console Nintendo, non è stata una cattiva scelta da parte di Ubisoft: infatti, i fan della serie saranno ben contenti di continuare il più bel capitolo di questa saga sulla console portatile 3D.

La storia, basata su intrecci fantapolitici ma tremendamente reali, è basata sui racconti di Tom Clancy e vede sempre come protagonista il nostro amato Sam Fisher; inizierete il gioco mettendovi alla ricerca di un terrorista peruviano. Vari video nel corso delle prime partite vi faranno capire che non corre buon sangue tra la Corea del Nord e il Giappone. Con il proseguire della storia, vi troverete con Sam in varie località, dove il vostro motto dovrà essere “restare nel buio per vivere” e dove dovrete raccogliere preziose informazioni sparse per i vari livelli.

Come ogni capitolo di Splinter, la storia è estremamente piacevole e non ha intenzione di lanciare messaggi politici (come invece ha fatto Metal Gear Solid): tutto quello che vedete è frutto della fantasia.copertina gioco

Come già affermato, il capitolo Chaos Theory è il migliore dell’intera serie, senza alcun dubbio; i motivi sono tanti, a iniziare dallo stupendo gameplay proposto fino ad arrivare al level design molto ben curato, per non parlare dell’intelligenza artificiale veramente tanto raffinata o della modalità multiplayer cooperativa, dove si poteva utilizzare davvero il termine “collaborazione”.  In questa versione, però, il multiplayer è stato eliminato, lasciando spazio alla modalità in singolo. Il gioco è in terza persona con la telecamera controllabile a piacimento e la vostra idea di sopravvivenza ruota tutta intorno al concetto del gioco di luci e di ombre; molte luci però, non sono eliminabili da Sam, che si ritroverà con tre armi essenzialmente: coltello, pistola e fucile d’assalto, ma avrà a sua disposizione  anche vari strumenti,come il visore notturno fosforescente. Diciamo che il concept di gioco non è variato rispetto ai titoli precedenti, però è stato ampliato grazie ai  mini-puzzle (che consistono nel aprire un lucchetto di una porta chiusa o dare la combinazione di una cassaforte).

Ora grazie all’effetto 3D, i componenti dell’HUD e i livelli sono più profondi – graficamente parlando – e nascondono elementi grafici non all’altezza del gioco. Tutto ciò viene reso più “vivo” e influisce anche sul gameplay: le mappe per esempio, sono sfruttate al massimo, tant’è vero che si distinguono i vari piani di un locale, creando varie dinamiche di gioco. Se guardiamo il downgrade dei capitoli iniziali di Splinter Cell, ci accorgiamo che tra le prime due versioni, uscite per Xbox e per DS, la grafica soffriva parecchio e il sistema di controllo era molto scomodo; fortunatamente in questo remake ci sono pochi difetti di questo genere: il sistema di controllo beneficia del disco della console 3D e sembra mostrare parecchia sensibilità al tatto della mano del giocatore. Il fatto di non dover per forza utilizzare il pennino, rende l’azione meno macchinosa, anche se la serie è stata creata per console casalinghe e poco si adatta alle console portatili o ai palmari.

azione giocoLa grafica ha un numero sufficiente di poligoni e le texture sono parecchie pulite, anche se non eccellenti; il frame rate è fluidissimo e si adatta discretamente a tutte le situazioni. Scordatevi di ritrovare gli effetti e i giochi di luce visti su Xbox, perché non ce ne sono. E’ un peccato, perché la console Nintendo potrebbe fare molto di più su questi. Gli otto livelli presenti non sono variati di una virgola in generale e in 15 ore, il gioco lo si porta facilmente a termine; la modalità cooperativa o multiplayer è stata eliminata, togliendo longevità al gioco stesso.

Si può definire come volete, tranne però un brutto gioco: certo, Ubisoft avrebbe potuto impegnarsi di più sotto il profilo della longevità, regalando magari una modalità StreetPass che molti giochi sfoggiano orgogliosamente. L’idea di fare atterrare Chaos Theory, il titolo più significativo di tutta la serie sul Nintendo 3Ds, è stata una buona mossa (ci aspettavamo un progetto sacrificato, rispetto all’originale), ma manca quella spinta di input per fiondarsi su questo gioco, soprattutto ora che per le console casalinghe è stato pubblicata la versione della serie in HD. La sufficienza c’è, anche se per un pelo.

Luca Grassia

 

 


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