I misteri di Montague’s Mount

Di , scritto il 27 Giugno 2013

Montagues-Mount_PolyPusher-StudiosLa sensazione nella bocca della fredda e salata acqua dell’Atlantico vi risveglia improvvisamente dallo stato di incoscienza: la vostra imbarcazione è naufragata e vi trovate sulla spiaggia di un’isola…

Quanti, quanti giochi, in particolare ovviamente adventure e puzzle, sono iniziati in questo modo nel corso della storia videoludica? Le isole virtuali sono affollate di naufraghi che si aggirano, sperduti, a muover leve, manovrare controlli, accendere segnali, cercare di mettere in sequenza simboli per riuscire a tornare alla civiltà o, perlomeno, sfuggire da qualche misterioso mostro o presenza che sembra aver fatto tana nei dintorni.

E Montague’s Mount, almeno a giudicare dal filmato, sembra aggiungersi a questo mucchio senza, all’apparenza, molti elementi di spicco in grado di differenziarlo dalla massa.
Viene fatto uso della lingua gaelica e il protagonista ha la netta sensazione di esser già stato su quel fazzoletto di terra si tratta quindi di un viaggio nella memoria oltre che di un percorso meramente fisico.

A questo si aggiungono i soliti ingredienti: posti abbandonati, caverne che potrebbero ospitare qualsiasi tipo di creatura, un misterioso edificio in cima all’altura, addirittura un impiccato che dondola, inquietante, da un albero.

Ma lo sfruttare una ricetta già nota, intendiamoci, non è certo un difetto: chi ama questo genere si troverà sicuramente a suo agio con Montague’s Mount e gli sviluppatori di PolyPusher Studios hanno di sicuro fatto un ottimo lavoro sull’atmosfera: non possiamo che augurarci che il titolo passi la fase Steam Greenlight per arrivare su Mac, Windows e Linux.
Nel frattempo, eccovi un filmato…



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