VRBE: gioco di ruolo tutto italiano, semplice e affascinante

Di , scritto il 24 Febbraio 2012

Nel mondo dei giochi di ruolo presenti su Internet c’è una novità: si chiama VRBE, ed è un GDR made in Italy, intuitivo e suggestivo, totalmente gratuito. Conosciamolo meglio.

L’ambientazione – Ci troviamo nella Gallia Narbonense che, ai tempi di Cesare, era poco più di una foresta puntellata di villaggi e accampamenti. Il fatto che un gioco di ruolo ambientato ai tempi dell’antica Roma non abbia in primo piano la città che a quei tempi che era il centro del mondo crea un’infinità di spunti di gioco che rendono  la trama del gioco in continua evoluzione – in effetti sono gli stessi abitanti a farla mutare. Se è vero che nel centro della Repubblica c’erano il Senato, il Colosseo, fori, mercati e via discorrendo, è altrettanto vero che in Vrbe tutto ciò è da creare e da conquistare. I giocatori si troveranno a vivere in un villaggio che si sta ampliando gradualmente, ora conquistando territorio ai Galli Averni, ora perdendolo. Il tutto non stabilito a priori ma deciso da giocate il cui esito è dettato esclusivamente dalla bravura dei giocatori su ambo i fronti e da un po’ di buona sorte (FATO). Anche all’interno le conquiste non mancano, con l’aumento della popolazione si rende necessario l’ammodernamento degli edifici esistenti e la creazione di nuove infrastrutture atte a romanizzare la Gallia.

Imperfezioni storiche – Nonostante tutto, però, il gioco contiene degli errori storici (di cui gli autori sono pienamente consapevoli). Nella Roma antica, infatti, sarebbe impensabile vedere donne-prefetti, oppure soldati e quant’altro: un limite, questo, volutamente scardinato per permettere anche alle ragazze di giocare liberamente, in un gioco che altrimenti avrebbe visto solo figure maschili. Un altro errore altrettanto “necessario” è la possibilità di inviare (istantaneamente) delle missive: la posta, così come la conosciamo noi, era un servizio storico esclusivo dell’impero e sicuramente non disponibili ai comuni privati cittadini. Solo i più abbienti avevano dei latori (generalmente schiavi o liberti a cavallo) che portavano le loro lettere. Ma anche in questo caso, sarebbe stato impossibile per i giocatori comunicare tra di loro, ad esempio, su cose urgenti, come l’uscita dal gioco per improvvisi impegni o quant’altro: insomma, senza le cosiddette “missive”, difficilmente si sarebbe potuto allestire un gioco di ruolo.

Personaggi – Iniziamo con il dire che all’atto della creazione del personaggio (PG) si può decidere di assumere i panni di chiunque, fatta eccezione per i personaggi storici esistiti in precedenza e/o i personaggi esistenti, se considerati tali. I personaggi presenti non sono tutti belli, ricchi, educati e potenti. Essi rispecchiano, per quanto possibile, la variegata realtà sociale: si può incontrare il vecchio legionario che patisce gli acciacchi derivanti da anni di presidi e marce, così come c’è la giovane vestale che segretamente spasima per il fabbro all’insaputa del Pontifex Maximus. Il livello del PG aumenta esclusivamente col gioco, ogni azione missiva o interazione porta Punti Esperienza (PE), così come le valutazioni in caso di giocate con narratore. Ogni 1500 PE, il giocatore avanza di livello, riuscendo ad aumentare i propri valori caratteristica. Oltre un certo periodo di vita inizia il decadimento del PG che comporta il dover sottrarre periodicamente punti caratteristica: questo permette l’aumento della fantasia e aumenta la possibilità di giocate. Alla morte del proprio PG il giocatore può scegliere di crearne uno nuovo legandolo, attraverso discendenza, al precedente o viceversa di spezzare tale rapporto con il precedente PG e iniziare una nuova vita.

I combattimenti – Per rendere il gioco anche “d’azione” è stato ideato il comando “ATTACCA”, che consente di ferire o uccidere altri PG basandosi sulle loro caratteristiche e su fattori come gli stati fisici e mentali, le armi in possesso, gli oggetti in uso e tanto altro – ovviamente senza dimenticarci della casualità che potrebbe vedere un gigante perire davanti a un piccoletto.

Come giocare – Ogni nuovo giocatore che arriva in città riceve lo status di “straniero”, ovvero meno che plebeo. In primo scopo del gioco, infatti, sarà quello di conquistarsi la cittadinanza romana, raggiungibile col lavoro, la presenza nei vari luoghi dell’urbe e guadagnandosi la stima dei potenti può raggiungere i più alti ranghi della struttura sociale della città. Una scelta di fondo dell’amministrazione è quella di far in modo che il tutto venga ruolato (neologismo italiano derivato dall’inglese to role, ossia “recitare”, ovvero “descrivere le proprie azioni agli altri personaggi”). Quindi non esistono “bottoni” per comprare un pasto, dormire o curarsi, il personaggio per ognuna di queste attività dovrà interfacciarsi, rispettivamente, con l’oste, il medico ecc.
Ovviamente, vige il buonsenso: nessuno può volare, spaccare le mura con un pugno o spostare oggetti col pensiero (per cose del genere, si può rischiare l’allontanamento), ma al contrario è sempre meglio descrivere l’azione lasciandola “aperta” agli altri giocatori. Per evitare problemi di auto-conclusione, la chat di gioco è dotata di uno strumento chiamato “DADO RPG”: questo altro non è se non un sistema che lancia un randomico in base ai punti caratteristica dell’utente stesso, un po’ come se fosse D&D. Inoltre, VRBE, vuole valorizzare il gioco spingendo tramite un sistema avanzato l’utente a giocarsi stati fisici e appetito che possono variare in base al gioco del personaggio stesso.

Fato/Narratore – VRBE è un gioco caratterizzato dalle incognite quasi assolute. Tutto può succedere quando il Narratore interviene: da assalti di briganti se siete nella foresta con la vostra donna a rivolte di schiavi che i legionari dovranno domare; da guerre improvvise contro i barbari ad alluvioni inaspettate. Quando interviene il Fato, alcuni giocatori – per lo più novizi – scappano. Altri lo sfidano apertamente, ma non è detto che vada sempre bene. Solo il Fato, infatti, può “concludere” positivamente o negativamente un’azione basandosi sul dado RPG che utilizza con un randomico le caratteristiche dei vari PG; così ogni azione concetto e pensiero può essere ruolato proprio come se fosse reale.

Conclusioni – VRBE può essere considerato un piacevole passatempo, per conoscere meglio la storia di Roma, anche grazie alla sua biblioteca di articoli storici, per provare a immaginare come sarebbe la nostra vita se vivessimo in quegli anni lontani. E perché no, costituisce un modo simpatico per conoscere nuove persone e socializzare.

Antonio


3 commenti su “VRBE: gioco di ruolo tutto italiano, semplice e affascinante”
  1. Francesco ha detto:

    Ho giocato su vrbe per quasi 9 anni. Ho avuto 3 masterati e ho collaborato per un certo periodo anche con l’amministrazione. Ciò nonostante devo esprimere anche io un giudizio molto negativo sulla land. I giocatori sono sempre gli stessi e la faziosità è perennemente presente. Il gioco dei singoli giocatori viene troppe volte limitata se non addirittura troncata sul nascere per favorire eccessivamente quello di pochissimi individui. Per moltissimo tempo mi sono proposto, ed infatti per molto tempo ho anche collaborato con gli amministratori, per migliorare il gioco e renderlo veramente accessibile e giocabile da tutti. Purtroppo non c’è stato verso, e per questa ragione non posso fare altro che SCONSIGLIARLO vivamente a tutti quanti.

    Non è certo il peggiore GDR in assoluto, ma gli ci si avvicina davvero moltissimo!

  2. Marco ha detto:

    Ritornato a giocare dopo qualche annetto e ritrovo gli stessi difetti di un tempo ovvero faziosita’ dei vari narratori o master che tendono a favorire/sfavorire questo o quel giocatore, noiosita’ e ripetitivita’ delle quest che non vanno mai oltre la rissa in taberna o l’attacco alle porte. Scarsa presenza di giocatori e di moderatori. Innumerevoli doppi parcheggiti nelle corporazioni solo per far numero.

    Vrbe e’ un GDR adatto ad un neofita che ha bisogno di impratichirsi un poco prima di passare a qualcosa di meglio. In pratica e’ lo stesso prodotto di qualche anno fa ma con una home-page rinnovata.

  3. Eragon ha detto:

    Gioco di ruolo tra i piu’ noiosi che abbia giocato…. Scarsa presenza di giocatori e di narratori, troppe regole e regolette. Il gioco e i giocatori NON sono liberi di evolversi liberamente come viene detto…al contrario tutto viene controllato e censurato.
    Lo sconsiglio sia ai nuovi giocatori di GDR sia ai veterani.


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