Addio Diablo 3, non è stato per nulla divertente

Di , scritto il 14 Giugno 2012

Error-37_Diablo-3_BlizzardQuesto, purtroppo, è l’addio di un fan della prima ora della Blizzard, non certo di un hater. Chi vi scrive ha giocato il primo Diablo il giorno che è uscito e ha continuato a giocare a Diablo 2 fino a due anni fa circa.

È ormai passato un mese dal lancio del videogioco più atteso di tutti i tempi, Diablo 3, e da iniziali ma già pesanti perplessità siamo passati, di settimana in settimana, a una cocente, profonda delusione.
Delusione che si è trasformata ormai in disinteresse sia nei confronti delle future patch che più per esteso nei riguardi della Blizzard e di tutte le sue prossime mosse.
O meglio, bisognerebbe dire Activision perché a mio giudizio i guai per quella che era una delle migliori software house sulla piazza sono cominciati proprio con l’assorbimento da parte del colosso statunitense.

Preoccupata dal calo, fisiologico dopo tutti questi anni, degli abbonamenti a World of Warcraft, ecco che la Blizzard ha cercato qualche altro modo di affiancare a un boom di vendite iniziali di Diablo 3 anche un continuo flusso di denaro mensile e, non potendo ideare nessuna forma di abbonamento plausibile, ha puntato tutto su un singolo aspetto dei precedenti episodi di Diablo: la item grind, la continua raccolta di gear sempre migliore, gear che verrà quindi messa in vendita sulla RMAH (la casa d’aste a denaro reale) a pagamento fra i vari giocatori, con conseguente percentuale di denaro che andrà a mamma Blizzard.

Puntare tutto su questo unico aspetto da un lato privilegerà (in particolare nel pvp) chi avrà i soldi per potersi comprare l’equipaggiamento migliore e buonanotte all’impegno e alle skill, dall’altro lato ha reso il gioco totalmente noioso forzando una continua grind senza senso.
Il drop degli oggetti non è sufficiente, proprio per forzare i giocatori a ricorrere all’AH, i filmati sono ridotti al minimo e scarsamente memorabili, la storia è minimale e prevedibile nei suoi snodi e il gameplay quanto di più ripetitivo si sia potuto vedere.

Esistono in sostanza solo due classi, sebbene ne vengano vantate cinque:quella melee e quella ranged, e poco contano le varie build e tattiche, se sei un melee dovrai tentare di reggere lo scontro fisico accumulando vita e armatura (impresa comunque molto difficile alla difficoltà più elevata) e se sei un ranged dovrai kitare di continuo i nemici, rallentandoli e sperando che non arrivino a contatto.
Non ci sono grandi varianti per questi due moduli e non è nemmeno possibile personalizzare più di tanto la barra delle azioni, essendo questa limitata a pochi slot.

Atmosfera e paesaggi sono belli (e comunque non al livello di molti competitori) ma anche loro ripetitivi e, specie nel quarto atto, lasciano parecchio a desiderare. Gli NPC incidono pochissimo sul gioco e quando il paladino ti urla nelle orecchie per la quattrocentesima volta la stessa frase ti vien voglia di tirare testate contro i muri.

Se forzate il single player a essere costantemente online, allora dovete fornire un servizio continuo con i server sempre up, è invece continua la difficoltà a collegarsi e l’errore 37 è ormai diventato un meme, con la sua maglietta di riferimento. Quale la vostra soluzione? Cambiare la definizione di errore 37 usando un’altra frase di prompt quando esso si verifica: complimenti.
Complimenti anche al vostro customer care, che evita qualsiasi tipo di confronto con i clienti.

È difficile credere che vi siano serviti dieci anni (dieci anni!!!) per sviluppare un gioco così carente e poco dinamico: avete trasformato un potenziale gioiellino nel prolungamento del lavoro alla catena di montaggio: affronta un monotono gruppo di mostri casuali in una monotona e già vista ambientazione > accumula il tuo bravo equipaggiamento, vendilo e comprane di migliore > torna nel dungeon già visto per un altro turno di lavoro.
Nell’epoca che più di tutte le altre vede i videogiochi spesso assurgere a forme d’arte e diventare narrativa in grado di stare alla pari con film e romanzi, voi siete tornati anni luce indietro proponendo la forma più pura di dungeon-fordismo: complimenti.

Non so se ve ne state rendendo conto, sulla base delle varie reazioni nei siti e nei forum, ma avete perso una fetta considerevole di utenti e fan (sì, avete venduto molte copie, ovviamente questo vi basta e avanza, per ora) e con tutta l’offerta presente sul mercato non sarà facile riconquistarla.
Se saprete esserne capaci con offerte di qualità, sarò il primo a congratularmi.
In attesa però di quel giorno, che non credo arriverà mai, credo che giocherò a qualche altro RPG, la scelta è varia e abbondante.


5 commenti su “Addio Diablo 3, non è stato per nulla divertente”
  1. […] anche a chi vuole giocare in single player: il DRM, lo abbiamo visto anche in altri, tragici casi (Diablo 3?), reca ben più aspetti negativi che positivi e i videogiocatori fanno presto ad andarsene, per non […]

  2. […] una azienda così importante come Activision/Blizzard.Dopo i problemi nei giorni di release, i vari punti deboli del gioco, mai risolti, alcuni exploit dovuti a dei bug, il ban di migliaia di giocatori a causa di hack […]

  3. […] torna dal precedente capitolo, sebbene modificata. A differenza di altri titoli usciti di recente (Diablo 3 tanto per fare un nome) nei quali le classi sono ben poco differenti le une dalle altre e non […]

  4. elvezio ha detto:

    Grazie per il commento, ono contento di sapere che altri la pensino come me…

  5. Emiliano ha detto:

    Non sapevo nulla di questo articolo l’ho letto con piacere ritrovando tutto quello che vado scrivendo sul forum ufficiale da qualche giorno.
    Fino al crash della AH di qualche giorno fa non avevo compreso cosa mi infastidisse di D3, c’era qualcosa ma non ero riuscito ad inquadrarlo. Poi con quel crash della AH, la conseguente impossibilità di comprare equip e, quindi, l’impossibilità di andare avanti nel gioco mi sono sentito tipo Neo di Matrix! Ho visto tutto nella sua chiarezza… e sono rimasto schifato in maniera assoluta.
    Non giocherò mai più a Diablo 3 e per quanto mi riguarda metterò una bella lastra sulla Blizzard è diventata una delle tante softhouse che vende prodotti mediocri fidando sulla nostra buona fede… Al contrario ci sono tante softhouse più piccole e promettenti che vale la pena premiare con i nostri soldi basta foraggiare Blizzard morta e sepolta dopo la chiusura di Blizzard North!

    Reemul


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